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Esperienze del tipo che ho descritto hanno permesso di formarsi
      un quadro relativamente completo del meccanismo di produzione dei
      corpi radioattivi artificiali. Tuttavia il numero di neutroni che si possono
      ottenere dalle sorgenti che vi ho mostrato è relativamente molto piccolo
      (dell'ordine di dieci milioni al secondo). Ne segue che le quantità di
      elementi radioattivi che si possono produrre con esse, pur essendo suffi-

      cienti alloro studio data la estrema delicatezza dei mezzi di osservazione,
      non sarebbero però bastanti per la maggior parte delle applicazioni di
      carattere pratico.
              Sorge così il problema di realizzare sorgenti di neutroni di inten-
      sità enormemente maggiore. Questo scopo si può raggiungere sosti-
      tuendo alle sostanze radioattive naturali, quali sorgenti di particelle per
      effettuare i bombardamenti atomici, degli ioni di opportune sostanze
      ai quali viene impressa la grande energia necessaria per mezzo di una
      forte differenza di potenziale.

              Due vie sono state finora seguite per imprimere agli ioni le
      enormi velocità occorrenti. Una è quella impiegata nell'apparecchio che
      si chiama "ciclotrone": in esso si impiega un artificio assai ingegnoso:
      gli ioni vengono lanciati in un campo magnetico tra i poli di un enorme
      elettromagnete: essi sono deviati dal campo magnetico in una traiettoria
      a spirale e pertanto attraversano un gran numero di volte un certo piano

      diametrale, dove incontrano un forte salto di potenziale, dal quale
      vengono accelerati. Questa differenza di potenziale cambia sin cronica -
      mente con ritmo opportuno; in modo che, sebbene essa sia di poche
      decine di migliaia di volt, ad ogni mezzo giro degli ioni, essa imprime
      una nuova accelerazione che, sommando si alle precedenti, fa sì che,
      alla fine della spirale, gli ioni abbiano assunto una velocità come se si
      fossero mossi in un tubo alle cui estremità fosse applicata una differenza
      di potenziale di vari milioni di volto Incontrando una piastra di berillio
      essi producono la reazione nucleare che genera i neutroni.

      Un altro metodo è quello di accelerare gli ioni in un tubo di
      scarica convenientemente lungo, il quale abbia, ad esempio, un estremo
      a terra e l'altro estremo ad un potenziale di almeno un milione di volto
      L'impianto in corso di costruzione in questo Istituto è stato
      progettato in questa seconda forma e consiste in un generatore dell'alta
      tensione, costituito da un insieme di grossi condensatori e di lampade


                                                                        Enrico Fermi I 17
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